"Veronelli, se lei dovesse salvare un vino bianco, uno solo, da una catastrofe cosmica, quale sceglierebbe?" lui rispose senza esitazione "Il Blanc de Morgex di Alexandre Bougeat, abate".

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"Le vin du curé"


Vallée d'Aoste
BLANC DE MORGEX ET DE LA SALLE
Denominazione di Origine Controllata

L'Azienda

L'azienda vitivinicola Brunet Piero nasce nel 1985, quando Piero Brunet rileva i vigneti di famiglia e acquista una parte dei vigneti del "Curé Bougeat", il promotore dell'impulso della coltivazione del Blanc de Morgex negli anni '60.

L'attività è a conduzione familiare: oltre al titolare contribuiscono alla lavorazione delle vigne, dell'uva e del vino la moglie Rosina e le due figlie Ilaria e Monica.
Il prodotto ottenuto è realizzato seguendo il sistema tradizionale ma usando macchinari ad alta tecnologia, viene seguito personalmente dal grappolo alla bottiglia, rispettando le misure agroambientali (fin dal Regolamento CEE 2078/92 fino all'attuale impostazione del Piano di Sviluppo Rurale) per la riduzione dei trattamenti antiparassitari.

La superficie vitata raggiunge 4000 mq e i vigneti sono a pergola bassa, con impalcatura tradizionale in legno o pietra. I ripidi pendii sui quali sono disposti i vigneti sono terrazzati. I terrazzamenti in pietra offrono un riparo e una fonte di calore alle viti durante le fresche notti d'estate; ciò contribuisce significativamente al raggiungimento della maturazione dei grappoli verso la fine del mese di settembre.
Il vitigno "Prié Blanc", su piede franco, è autoctono e soprattutto resistente agli attacchi della filossera. Inoltre, il clima e l'altitudine (alcuni vigneti raggiungono i 1100-1200 metri!) impediscono lo sviluppo di altri insetti, quali ad esempi la tignola.
L'azienda dispone di un locale per l'accoglienza dei clienti e la degustazione. E' possibile visitare la cantina su appuntamento.
Vendita diretta in sede e vengono effettuate spedizioni in tutta Italia.
L'Azienda è associata alla Route des Vins - Vallée d'Aoste

Il nostro vino

Il vino al palato si presenta gradevole, d'un sapore particolare, leggermente acido ma amabile e delicato. Il profumo, fine e delicato, ricorda le erbe di montagna. Anche se perfettamente maturo, raramente assume una colorazione marcata, ma mantiene invece una costante colorazione tendente al giallo paglierino.
La produzione varia a seconda delle annate tra le 2500-3000 bottiglie.

Il vitigno "Prié Blanc"

Il vitigno Prié Blanc è la massima espressione della biodiversità alpina. Grazie alle sue caratteristiche si distingue dai vitigni comunemente noti e determina un vino sorprendente, espressione di un terroir unico.
Gli acini sono piuttosto piccoli, ma succosi, con buccia estremamente delicata e fine, per cui anche una normale pioggia nel periodo di ultimata maturazione ne provoca la spaccatura.
Detto vitigno è autoctono, franco di piede, resistente al freddo e soprattutto non è soggetto agli attacchi della filossera e da altri insetti, resi inoffensivi dall'altitudine.
La sua riproduzione non necessita di innesto su ceppi americani, ma viene praticata con barbatelle prodotte sul posto, ed anche mediante interramento dei tralci; ciò comporta un perfetto equilibrio e adattamento tra vite, suolo e microclima. Le particolari condizioni climatiche comportano germogliamento tardivo, fioritura tardiva e maturazione precoce.

L'Abbé Alexandre Bougeat

Nato a Ayas nel 1916, dopo aver seguito la sua vocazione sacerdotale, diventò parroco di Morgex nel 1946. Era un uomo di cultura che aveva interessi per la teologia, ma anche per l'agricoltura, l'antiquariato e le tradizioni valdostane. Può essere considerato precursore del viticoltore moderno, visto che fu in grado di riconoscere ne Blanc de Morgex un prodotto di qualità da consumare non solo privatamente ma per raggiungere anche le cantine e le enoteche più prestigiose. Si dedicò alla coltivazione dei vigneti senza mai mettere da parte i suoi doveri sacerdotali. Infatti, a partire dagli anni '50 iniziò ad affinare la lavorazione del Blanc, anche con tecniche che a prima vista non sono accettate dai vignaioli di Morgex perchè diverse dalla tradizione. Nel 1964 realizzò il suo primo imbottigliamento, cominciò così la commercializzazione del Blanc de Morgex al di fuori degli ambiti regionali.

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